HAES è l’acronimo di Heath At Every Size che si traduce in “salute a tutte le taglie”.
Ma attenzione: non significa che tutte le persone, a prescindere dalla loro taglia, siano automaticamente in salute.
Significa piuttosto che il peso non può essere usato come indicatore unico e unicamente affidabile di salute.
La salute infatti è un concetto complesso: ridurla ad una mera questione di chili non è solo scorretto, ma anche dannoso per la persona.
Pensare alla salute come ad un puzzle può aiutarci a capirla meglio: ogni pezzetto rappresenta un aspetto importante. Tra questi troviamo:
-un’alimentazione che risponde a fame, sazietà e piacere, ma alle risorse e alle condizioni di vita della persona
-un movimento che sia piacevole, accessibile e sostenibile
-l’assenza di fumo o di abuso di alcool,
-la sicurezza sul lavoro e nella vita quotidiana
-relazioni affettive e comunitarie che offrano sostegno, giustizia, comprensione e appartenenza
-la possibilità di esprimere i propri valori, seguire le proprie passioni, avere diritti e stabilità socio-economica.
Quando ci concentriamo solo sul peso o sulla dieta -come succede negli approcci prescrittivi- rischiamo di dimenticare gli altri pezzi.
E un puzzle con solo due tessere al loro posto non restituisce mai l’immagine completa.
HAES è anche un atto politico
HAES non è solo un modello clinico. È anche un approccio politico e sociale, che invita ad osservare (e decostruire) tutte le variabili culturali che generano disuguaglianza nell’accesso alla salute.
Prima fra tutti la grassofobia: un pregiudizio sistemico che rende la vita delle persone grasse più difficile in molti contesti.
In ambito medico questo si traduce in:
-diagnosi mancate i ritardate a causa dell’associazione automatica tra peso e patologia
-trattamenti inadeguati
-raccomandazioni basate sulla perdita di peso, invece che sull’ascolto dei reali bisogni della persona.
Ma la grassofobia va oltre la medicina: ostacola l’accesso al lavoro, all’istruzione, ai diritti, alla mobilità, alle relazioni.
In una società capitalista, la grassofobia è economicamente funzionale: l’industria della dieta e della bellezza guadagnano miliardi ogni anno alimentando insicurezze che loro stesse contribuiscono a generare.
L’obiettivo di HAES
L’approccio HAES propone di rimuovere il filtro della grassofobia dalle lenti con cui guardiamo la salute e i corpi.
Il suo obiettivo è di restituire alle persone la possibilità di fare scelte consapevoli, libere e autodeterminate per il proprio benessere, indipendentemente dal loro peso.
Significa offrire un’alternativa etica e inclusiva, dove la salute non è un dovere, né un obbligo morale, né un privilegio per chi rientra in certi standard.
Ma un’opportunità da coltivare, se e quando si può, senza discriminazione.
Fonti bibliografiche
Bacon, L. (2010). Health at Every Size: The Surprising Truth About Your Weight.
Association for Size Diversity and Health (ASDAH): www.sizediversityandhealth.org
Burgard, D. (2009). What is “Health at Every Size” (HAES)? In The Fat Studies Reader (Rothblum & Solovay, Eds.).


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